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Come dare supporto psicologico ai propri cari con maculopatia

Le maculopatie sono malattie degenerative che colpiscono la macula, il centro della retina, e possono causare la perdita della visione centrale. Vi sono diversi tipi di maculopatia che possono impattare negativamente, non solo sulla salute degli occhi, ma anche sulla qualità di vita e sul benessere psicologico del tuo caro con maculopatia.1

Quando e come la maculopatia influenza il benessere psicologico del mio caro

Avvenuta una diagnosi di maculopatia, ogni persona può reagire in modo differente ai problemi che dovrà affrontare: difficoltà a leggere e a svolgere le attività quotidiane, non poter più guidare, problemi di mobilità, necessità di aiuto per seguire gli appuntamenti con medico e oculista.1,2Lo shock, l’incredulità, la depressione e la rabbia sono reazioni comuni e questi sentimenti possono mettere in difficoltà i membri della famiglia e le persone che si prendono cura di una persona affetta da maculopatia.3

Il tuo caro potrebbe sentirsi un “peso” e ciò si verifica specialmente tra le persone anziane che sviluppano una maculopatia detta degenerazione maculare legata all’età (DMLE), che comporta una perdita talvolta irreversibile della vista, la compromissione della visione centrale e una diminuzione della qualità di vita. Tra 10% e il 30% delle persone affette da DMLE sviluppa una depressione clinicamente significativa, che è associata a maggiori livelli di disabilità e costi medici.

Nonostante i sostanziali effetti negativi della depressione, molti di questi pazienti hanno difficoltà a iniziare un percorso terapeutico adeguato perché percepiscono la depressione come un fallimento personale o come una complicanza inevitabile dell’invecchiamento e non sanno come accedere a cure speciali per la salute mentale.2

Le persone con diabete di tipo 1 e tipo 2, invece, possono sviluppare complicanze della vista come l’edema maculare diabetico (EMD): più a lungo si ha il diabete, più è probabile che si sviluppi una di queste complicanze, che possono provocare una diminuzione della vista. In questo caso ci potrebbero essere difficoltà nello svolgere le attività quotidiane, aggiungendo un ulteriore carico a una patologia già cronica, come il diabete, con la possibilità che anche queste persone possano avere una qualità di vita inferiore e un benessere mentale non ottimale.4

Cosa posso fare per supportare il mio caro

Puoi supportare il tuo caro tenendo conto sia dei sintomi visivi della maculopatia che del suo benessere mentale:

  • Aiuta il tuo caro a seguire tutte le indicazioni mediche riguardanti la terapia e le visite di controllo per permettergli di ottenere i massimi benefici dal suo percorso terapeutico.
  • Chiedi tutte le informazioni di cui hai bisogno al medico. Se qualcosa non ti è chiaro, chiedi fin quando non hai capito.
  • Cerca di fare in modo che il tuo caro resti attivo e che conduca un’alimentazione e uno stile di vita sani. Fai attenzione ai suoi livelli di pressione sanguigna, di colesterolo e (in caso di diabete) di glucosio nel sangue.
  • Visitate uno specialista e chiedete maggiori informazioni circa i dispositivi di ausili per ipovisione e i servizi riguardanti la riabilitazione visiva.
  • Cerca di essere positivo e di trasmettere positività al tuo caro. In questo modo sarà più facile affrontare meglio la maculopatia e la perdita della vista.
  • Aiuta il tuo caro a restare in contatto con famiglia e amici.
  • Cerca un consulente professionale o un gruppo di supporto psicologico. Rivolgiti al medico o a un oculista perché potrebbe essere in grado di darti maggiori informazioni.
  • Se osservi segni di depressione del tuo assistito non sottovalutarli, contatta un medico.3,4

Al di là del tipo e della severità della maculopatia della persona che assisti, e indipendentemente dalla presenza di segnali che possano indicare segni di sconforto o di depressione, un approccio che includa sia la gestione dei sintomi della maculopatia che la salvaguardia del benessere psicologico aiuta a prevenire la depressione e a migliorare la qualità di vita e la salute degli occhi delle persone con maculopatia.1,2

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FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

Bibliografia

  1. Malati di AMD, rischio ansia e depressione. IABP Italia ONLUS. https://www.iapb.it/malati-di-amd-piu-rischio-ansia-e/ (Ultimo accesso: 24/06/2020).
  2. Rovner BW et al. Ophthalmology. 2014;121(11):2204-2211.
  3. Age-Related Macular Degeneration: What You Should Know. https://www.nei.nih.gov/sites/default/files/health-pdfs/WYSK_AMD_English_Sept2015_PRINT.pdf (Ultimo accesso: 24/06/2020).
  4. Diabetic Eye Disease: An Educator’s Guide. https://www.nei.nih.gov/sites/default/files/nehep-pdfs/DED_Flipchart_ENGLISH.pdf (Ultimo accesso: 24/06/2020).