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Differenza tra on e off-label nelle iniezioni intravitreali anti-VEGF

L’obiettivo principale del trattamento delle maculopatie è quello di prevenire la riduzione della capacità visiva caratteristica di queste patologie. Sebbene sia possibile ottenere un miglioramento della funzione visiva, le terapie attualmente disponibili non possono garantire di ristabilire la vista già persa. L’inizio tempestivo del trattamento e la regolarità delle somministrazioni risultano fondamentali per il successo terapeutico. Un mancato, ritardato o inadeguato trattamento, invece, può condurre ad un’importante riduzione della funzione visiva.

Diverse forme di maculopatia come:

  • Degenerazione maculare legata all’età (DMLE)
  • Edema maculare diabetico (EMD)
  • Occlusione venosa centrale retinica (OVCR)
  • Occlusione venosa di branca (OVBR)
  • Neovascolarizzazione coroideale miopica (NVC miopica)

possono giovare delle iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF (l’iniezione con farmaci corticosteroidi, invece, è limitata al trattamento di EMD, OVBR e OVCR).1,3 Tra i farmaci anti-VEGF attualmente utilizzati per il trattamento delle maculopatie sopraelencate, alcuni sono usati tramite somministrazione on-label, altri off-label.1

Quali sono le differenze tra on-label e off-label?

ON-LABELOFF-LABEL

I farmaci on-label hanno ottenuto l’indicazione all’uso per la specifica patologia da trattare e sono somministrati esattamente con le modalità riportate nel foglietto illustrativo o riassunto delle caratteristiche del prodotto.1,2

I farmaci sono utilizzati off-label quando non hanno ottenuto l’indicazione per la patologia per la quale vengono usati o vengono somministrati in modo non conforme al foglietto illustrativo o riassunto delle caratteristiche del prodotto.1,2

Nel caso delle maculopatie sopraelencate, i farmaci on-label presentano una specifica indicazione per il loro trattamento e per la somministrazione intravitreale.1

Quando si usano i farmaci off-label

La normativa che regola l’uso dei medicinali off label indica che il medico, nel prescrivere un farmaco, deve attenersi alle indicazioni terapeutiche, alle vie e alle modalità di somministrazione previste dall’autorizzazione all’immissione in commercio, in quanto tali modalità sono state valutate nella fase di sperimentazione del medicinale.4 La legge, tuttavia, permette un uso “diverso” del farmaco qualora il medico curante, sulla base delle evidenze documentate in letteratura e in mancanza di alternative terapeutiche migliori, ritenga opportuno utilizzarlo al di fuori delle indicazioni d’uso autorizzate.2

È possibile essere trattati con farmaci off-label qualora:

  1. Il medico si assuma la piena responsabilità per la scelta di ricorrere all’uso off-label di un farmaco.1
  2. Esistano evidenze scientifiche che suggeriscono un loro razionale uso anche in situazioni cliniche non approvate da un punto di vista regolatorio.2
  3. Il paziente sia dettagliatamente e adeguatamente informato sulle regole di utilizzo del farmaco e dei suoi diritti circa l’accettazione della terapia.
  4. Esistano studi clinici che evidenziano con certezza la sicurezza del farmaco che si intende usare in modalità off-label.
  5. Il paziente rilasci pieno consenso informato al medico per l’uso off-label del farmaco.
  6. Non esistano alternative terapeutiche approvate.1

Dato che i farmaci off-label sono stati valutati in popolazioni diverse da quelle oggetto della prescrizione, è necessario firmare un consenso informato e ricevere dal medico tutte le informazioni circa il razionale della terapia, i possibili eventi avversi e i dati di efficacia riguardanti l’uso off-label del farmaco.2

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È possibile prevenire la maculopatia?

FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

Bibliografia

  1. Scheda informativa per il trattamento delle maculopatie e del glaucoma neovascolare mediante intervento di iniezione di farmaci anti-vegf per via intravitreale. Approvato dalla Società Oftalmologica Italiana – Marzo 2020. https://www.sedesoi.com/pdf/GLAUCOMA-NEOVASCOLARE_terapia%20intravitreale_marzo%202020.pdf/ (Ultimo accesso: 25/09/2020).
  2. Off-label. AIFA – Ministero della Salute. BIF XIII, N.3 2006. http://www.agenziafarmaco.gov.it/wscs_render_attachment_by_id/111.285018.115401469992960af.pdf?id=111.285023.1154014700132/ (Ultimo accesso: 25/09/2020).
  3. Fondazione macula onlus. http://www.fondazionemacula.it/argomenti/iniezioni-intravitreali/. (Ultimo accesso: 25/09/2020).
  4. Art. 3 D.Lgs. 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni, nella Legge 8 aprile 1998, n. 94. Articolo 3.