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Frequenza e durata delle iniezioni intravitreali

Che cosa sono le iniezioni intravitreali

Le iniezioni intravitreali rappresentano l’opzione terapeutica principale per la gestione delle maculopatie e prevedono l’iniezione di farmaci corticosteroidi (limitati alla terapia dell’edema maculare diabetico e dell’occlusione venosa retinica centrale o di branca) o anti-VEGF, direttamente nell’occhio. L’obiettivo delle iniezioni è quello di rallentare la perdita della vista e contrastare i sintomi associati alla maculopatia. Affinché ciò sia possibile è necessario ripetere le iniezioni, anche a lungo termine.

Ogni quanto tempo avviene la somministrazione

La frequenza e la durata delle iniezioni intravitreali variano a seconda del farmaco utilizzato, del tipo di maculopatia e del singolo paziente.

Per quanto riguarda le iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF, oggi si preferisce utilizzare il cosiddetto protocollo T&E (treat and-extend, ovvero “tratta e poi allunga progressivamente il periodo libero tra i trattamenti”), in cui il paziente segue un programma regolare di iniezioni. Si inizia con una fase di carico (nella quale le iniezioni vengono somministrate a cadenza mensile) e poi si prosegue con una fase di mantenimento, in cui l’intervallo tra le somministrazioni viene gradualmente allungato fino a quando l’aspetto morfo-funzionale della malattia non diviene stabile.2

Per determinare il numero di iniezioni e stabilire la durata della terapia è importante sottoporsi a visite di monitoraggio in cui verrà misurata l’acuità visiva e, se l’oculista lo riterrà necessario, ripetuto un esame di tomografia ottica computerizzata (OCT) per analizzare la retina in dettaglio e verificare se la terapia stia dando risultati positivi.

Il monitoraggio con tomografia ottica computerizzata (OCT)

L’OCT è una tecnica di diagnostica per immagini che usa laser o infrarossi a bassa potenza per scattare delle fotografie in sequenza della retina e della macula. Grazie a questo esame si ottengono immagini tridimensionali ad alta risoluzione, prese da diverse angolature, degli strati che compongono la retina, e se ne valuta lo spessore. Malattie come la retinopatia diabetica e soprattutto l’edema maculare diabetico, infatti, comportano un rigonfiamento della macula. Attraverso questo esame si può riscontrare la presenza di versamenti di fluidi nel tessuto retinico e/o maculare, e la formazione patologica di neovasi anche in fase precoce. Inoltre, l’OCT viene usato per monitorare l’efficacia delle terapie anti RD e EMD.3,4,5,6 

Come si effettua l’OCT

Per sottoporti a un esame OCT dovrai accomodarti davanti a un macchinario e stare immobile per tutto il breve tempo del test, con la fronte e il mento poggiati sugli appositi supporti. Verrai invitato a fissare una fonte luminosa per qualche minuto, in genere non più di cinque per occhio. Ti sembrerà di stare davanti a una macchina fotografica, perché il funzionamento è molto simile. Flash luminosi di diverse intensità colpiranno il tuo occhio, ma non in modo fastidioso. Negli scatti, resteranno impresse immagini molto precise della tua retina, utili all’oculista per capire se vi sono ispessimenti, anomalie o lesioni anche in fase iniziale.3,4,5,6 

Le visite di controllo

L’esito della visita di monitoraggio sarà fondamentale per ottimizzare il tuo piano di gestione terapeutica riguardo a:

  • Frequenza delle iniezioni;
  • Durata del trattamento;
  • Continuità, sospensione o sostituzione della terapia in atto.1

Le visite di controllo, eseguite periodicamente, sono fondamentali. Troppo spesso si trascurano le visite oculistiche correndo il rischio che la vista peggiori rapidamente. Per questo motivo, è necessario rispettare tutti gli appuntamenti con il tuo oculista e riuscire a stabilire un dialogo aperto che ti consenta non solo di gestire adeguatamente la tua maculopatia, ma di ottenere le informazioni necessarie per essere coinvolto nelle decisioni che riguardano il tuo percorso terapeutico7.

Di norma la scelta del percorso terapeutico, in particolare se di lungo periodo come quello che può riguardare un paziente con maculopatia, è basata su una decisione che coinvolge sia te che il tuo medico.

Gli studi sulla frequenza delle iniezioni

Sono in corso ulteriori studi per determinare con precisione la durata appropriata e la frequenza ottimale delle iniezioni, ciononostante l’obiettivo delle soluzioni terapeutiche attualmente disponibili è quello di ottenere effetti duraturi senza che ci sia bisogno diripetere le iniezioni troppo spesso. In questo modo sarà possibile creare percorsi di assistenza terapeutica sempre più organizzati a seconda delle esigenze del paziente.7,8

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FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

1 Fondazione Macula Onlus. Iniezioni intravitreali.

http://www.fondazionemacula.it/argomenti/iniezioni-intravitreali/

2 Moraru AD, Danielescu C, Iorga RE, Moraru RL, Zemba M, Branisteanu DC. Review of Guideline Recommendations for Optimal Anti-VEGF Therapy in Age-Related Macular Degeneration. Life (Basel). 2024 Sep 24;14(10):1220. doi: 10.3390/life14101220. PMID: 39459520; PMCID: PMC11508937.

3 Dunaief J, Niessen A. The Eye Exam for Macular Degeneration. Macular Degeneration Research.

https://www.brightfocus.org/macular/article/eye-exam-macular

4 Esame OCT della macula: a cosa serve?, Comitato Macula.

https://comitatomacula.it/esame-oct-della-macula-a-cosa-serve/

5 Optical coherence tomography (OCT), Macular Society.

https://www.macularsociety.org/diagnosis-treatment/how/ct-scans

6 What is an Optical Coherence Tomography (OCT)?, Macular Degeneration.

https://maculardegeneration.net/optical-coherence-tomography

7 The Royal College of Ophthalmologists. Age-Related Macular Degeneration: Guidelines for Management. September 2013.

8 AMD Alliance International. Increasing understanding of wet age-related macular degeneration (AMD) as a chronic disease. Published April 2011.