Tabella dei Contenuti

Impatto delle maculopatie sulla qualità di vita

Le maculopatie sono patologie croniche associate ad una riduzione progressiva della visione centrale e possono influire negativamente sulla qualità di vita. Nonostante un approccio terapeutico adeguato, con frequenti visite di controllo, risulti essere fondamentale per salvaguardare e migliorare la propria vista, è importante non fermarsi alla sola gestione terapeutica della patologia trascurando tutti gli altri aspetti della tua vita.2,3

Diversi studi, infatti, hanno evidenziato che i pazienti con maculopatia sono più soggetti ad ansia e depressione e presentano una qualità di vita tanto ridotta quanto maggiore è la durata della patologia e la severità della riduzione della vista.1,2 

Anche se le maculopatie spesso presentano una progressione lenta e sintomi poco evidenti, nei casi più avanzati la riduzione della vista rende difficile lo svolgimento di alcune attività quotidiane – come leggere, cucinare, viaggiare e intrattenere relazioni sociali – provocando sconforto, stress, isolamento, apatia e insicurezza.4,5

Oltre che sottoporti a trattamenti continui e adeguati, vi sono diverse cose che puoi fare per gestire la maculopatia ed avere una migliore qualità di vita:

  • Informarti sulla maculopatia e la sua gestione. Chiedi tutte le informazioni necessarie al tuo medico e, nel frattempo, leggi gli altri contenuti presenti nella tua area personale.
  • Affidarti ad oculisti e ad altre figure specializzate nel trattamento delle maculopatie.
  • In caso di necessità, rivolgerti a specialisti dell’ipovisione per accedere a dispositivi e informazioni su come svolgere le attività quotidiane più facilmente.
  • Cercare di essere positivo, in questo modo sarà più facile “affrontare” la maculopatia e la riduzione della vista.
  • Non trascurare il tuo benessere psicologico. Se lo ritieni necessario puoi rivolgerti a consulenti professionisti o a un gruppo di supporto. Il tuo medico o il tuo oculista potrebbe indirizzarti a una di queste figure.
  • Mantenere le relazioni sociali con famiglia e amici per evitare che l’isolamento influisca negativamente sulla tua qualità di vita.4

Un altro aspetto importante, ed evidenziato da molte persone con maculopatia, è la difficoltà nel riconoscimento dei volti e delle espressioni facciali sia in un contesto di interazione sociale sia nella vita quotidiana (ad esempio guardando la TV o mentre si usa un computer o un tablet).

Possibili difficoltà nel riconoscere volti, espressioni e identità in caso di maculopatia

I volti appaiono:sfocati
distorti/incompleti
con una macchia centrale o più macchie
I volti si distinguono:con difficoltà nelle interazioni sociali, in TV o sui dispositivi elettronici
in modo poco chiaro anche a pochi metri di distanza
Le espressioni facciali e l’identità delle persone:non vengono distinte e/o riconosciute
si fa finta di riconoscerle

Molti pazienti affermano di essere preoccupati di mettere in imbarazzo sé stessi e/o di offendere gli altri e hanno cambiato il loro comportamento nel tentativo di evitare interazioni sociali poco piacevoli, diventando più inclini all’isolamento.5 Le difficoltà riscontrate guardando la TV o utilizzando dispositivi elettronici potrebbero compromettere ulteriormente la qualità di vita.1,5

Anche in questi casi vi sono alcuni accorgimenti e strategie che puoi considerare:

  • Se non sei sicuro dell’identità di una persona attraverso il suo volto, concentrati sulle caratteristiche che ti sono familiari e sul corpo, sul modo di camminare, sui capelli, sull’acconciatura e sull’abbigliamento. Anche il contesto in cui vi trovate può fornirti informazioni utili.
  • Affidati al linguaggio del corpo, alla postura e al tono di voce per capire lo stato d’animo del tuo interlocutore.
  • Se sei in compagnia di un amico o di un familiare e vi state avvicinando a un gruppo di persone, non avere paura a chiedergli chi sono e dove si trovano, in questo modo potrai riconoscerle più facilmente.5
  • Per riconoscere i volti e le espressioni mentre si guarda la TV o si usa un PC/tablet la tecnologia può venire in tuo aiuto. Esistono ingranditori e diversi dispositivi che possono modificare grandezza e contrasto delle immagini.
  • Non sempre è indispensabile utilizzare prodotti di ultima generazione, in alcuni casi si possono considerare TV con schermi più grandi e che permettano di ingrandire e regolare la luminosità e il contrasto delle immagini (basta pensare alle comuni funzioni di regolazione della luminosità e regolazione del contrasto).5,6

Scopri l'app

Articoli correlati

  Molti pazienti con maculopatia non ricevono le visite e il trattamento adeguati, che consentirebbero una corretta gestione della patologia e quindi una migliore prognosi visiva. La visita oculistica è.. continua

Le persone con maculopatia potrebbero incorrere in incidenti domestici a causa della riduzione della vista caratteristica della loro patologia. Vi sono diversi cambiamenti che puoi introdurre in casa per garantire.. continua

Uno dei problemi più comuni nella gestione delle maculopatie è la discontinuità dei trattamenti e delle visite di controllo. Dato che le maculopatie possono essere delle patologie croniche, questo problema.. continua

VIDEO

Ci si accorge prima del diabete o della retinopatia diabetica?

Diabete: diagnosticarlo presto per salvare la vista

È possibile prevenire la maculopatia?

FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

Bibliografia

  1. Ratanasukon M et al. PLoS One. 2016 May 18;11(5):e0155509.
  2. Inan S et al. Sao Paulo Med J. 2019 May 8;137(1):25-32.
  3. AMD Alliance International. Increasing understanding of wet age-related macular degeneration (AMD) as a chronic disease. Published April 2011.
  4. Age-Related Macular Degeneration: What You Should Know. https://www.nei.nih.gov/sites/default/files/health-pdfs/

WYSK_AMD_English_Sept2015_PRINT.pdf (Ultimo accesso: 16/10/2020).

  1. Lane J et al. PLoS One. 2018 Dec 31;13(12):e0209218.
  2. Fondazione macula. Riabilitazione Visiva nella Degenerazione Maculare. http://www.fondazionemacula.it/argomenti/riabilitazione-visiva-nella-degenerazione-maculare/ (Ultimo accesso: 16/10/2020).