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L’importanza della continuità terapeutica nella gestione delle maculopatie

Le maculopatie sono condizioni croniche che necessitano di una gestione terapeutica continua, con visite di controllo frequenti.2 Nonostante negli ultimi anni sia aumentato il numero delle opzioni terapeutiche disponibili, vi sono diverse “barriere” che impediscono la buona riuscita dei percorsi terapeutici.1,3

Barriere da superare

Ogni persona gestisce le notizie e le informazioni ricevute dai medici in modo soggettivo e, di conseguenza, l’approccio che si ha nella gestione della maculopatia può variare da persona a persona.7

Puoi migliorare il tuo approccio alla gestione della maculopatia abbattendo le seguenti barriere:

BARRIERACOME SUPERARLA
La diagnosi per me è stata una brutta notizia e non riesco più a comunicare con il medicoRicevere una diagnosi di maculopatia è un momento difficile da superare, ciononostante comprendere bene la diagnosi rappresenta un passo importante per iniziare a gestire adeguatamente la tua maculopatia. Cerca di annotare, anche in forma scritta, tutte le informazioni necessarie. Se c’è qualcosa che non ti è chiaro non esitare a chiedere tutte le informazioni che ti servono.
Non voglio tornare dall’oculista perché ho paura che la mia situazione sia peggiorataÈ normale avere paura della visita se si è notato un peggioramento della vista. Per le maculopatie, però, si può fare tanto e fare visite di controllo, secondo le indicazioni che ti sono state fornite, è fondamentale per avere un miglioramento dei tuoi sintomi. Puoi approfittarne per chiarire dubbi che ti sono venuti, eventualmente, in seguito alla visita precedente.
Ho paura che sarò abbandonato a me stessoIl percorso terapeutico prevede visite di controllo ripetute nel tempo e i centri specializzati in maculopatie prendono in cura il paziente per tutto il tempo necessario. Ci sono diversi servizi di supporto, prova a chiedere informazioni al tuo medico circa questa tipologia di servizi.
Credo di non essere abbastanza informatoConoscere i diversi aspetti riguardanti la gestione della propria maculopatia è molto importante. Non esitare a chiedere durante la visita maggiori informazioni o se ci sono opuscoli/risorse che puoi consultare e continua a visitare il nostro sito, per restare sempre aggiornato e trovare tutte le informazioni di cui hai bisogno!
Temo che la maculopatia si stia presentando anche nell’occhio “buono”Se osservi nuovi sintomi non esitare a contattare il tuo oculista. Vi sono anche strumenti di autovalutazione, come il test con la griglia di Amsler, che ti possono aiutare a capire se hai alterazioni della vista all’occhio che non presentava sintomi.4
Il trattamento che sto seguendo non mi soddisfaParlane con il tuo medico. Hai il diritto di concordare o modificare il piano terapeutico per soddisfare le tue esigenze personali, in accordo con lui.5
Ho paura che il mio trattamento cambi durante il percorso terapeuticoIn presenza di una terapia efficace è un tuo diritto che questa continui nel tempo perché ogni paziente deve poter ricevere il miglior trattamento possibile, anche di lungo periodo, scelto in accordo con il proprio medico curante per la gestione della sua patologia. Pertanto, deve essere salvaguardata la continuità terapeutica e la libertà prescrittiva del medico, che non possono e non devono essere soggette ad alcun condizionamento di tipo economico o amministrativo.

Continuità terapeutica: migliorare la propria vista

Una volta abbattute le barriere che ti impedivano di avere un approccio ottimale alla gestione della maculopatia, bisogna che tu sia consapevole di come procedere per poterla gestire al meglio.

In questo contesto, la continuità terapeutica rappresenta un elemento fondamentale per ottenere il massimo beneficio dal tuo piano terapeutico:

  • Un trattamento condotto, senza interruzioni, secondo le indicazioni dell’oculista è importante per preservare i benefici clinici della terapia.
  • Una terapia con buona aderenza (cioè condotta con continuità, senza interruzioni, seguendo le raccomandazioni del medico per la sua intera durata) è associata a miglioramenti dell’acuità visiva, mentre l’interruzione di una terapia potrebbe provocare un rapido aumento della severità dei tuoi sintomi.1,2
  • Nel caso in cui un trattamento si dimostri efficace, non dovrebbe essere sostituito.3
  • Anche la partecipazione a visite di controllo deve avere una certa continuità. È importante monitorare la salute dei propri occhi ad intervalli di tempo regolari. Il controllo viene fatto ogni 3-4 mesi, 1 mese o più frequentemente a seconda della terapia utilizzata e del paziente.1,5

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FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

Bibliografia

  1. Ehlken C et al. Clinical Ophthalmology 2018:12 13–20.
  2. AMD Alliance International. Increasing understanding of wet age-related macular degeneration (AMD) as a chronic disease. Published April 2011.
  3. Amoaku WM et al. Eye (Lond). 2015 Jun;29(6):721-31.
  4. The Royal College of Ophthalmologists. Age-Related Macular Degeneration: Guidelines for Management. September 2013.
  5. The Royal College of Ophthalmologists. Diabetic Retinopathy Guidelines. December 2012.