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Tornare ad essere indipendenti con la riabilitazione visiva e gli ausili per ipovisione

Alcuni tra i farmaci attualmente disponibili per la gestione delle maculopatie si sono dimostrati efficaci nel prevenire una riduzione severa della vista e permettono, in diversi casi, di avere un certo recupero dell’acuità visiva.3,4

Per gestire una riduzione moderata della vista, bastano piccoli accorgimenti come l’uso di luci più luminose a casa o al lavoro, di occhiali da sole antiriflesso e di lenti d’ingrandimento per la lettura e altre attività che richiedono una visione ravvicinata.5

Nei casi più severi, invece, è comunque possibile migliorare la tua autonomia e qualità di vita ricorrendo alla riabilitazione visiva e agli strumenti di ausilio per ipovisione, che ti renderanno capace di sfruttare al meglio la tua vista residua e di svolgere le normali attività quotidiane come leggere, fare pulizie, usare il telefono, viaggiare ecc…1,6

Riabilitazione visiva

Per la riabilitazione visiva vi sono centri di consulenza che prevedono un percorso di riabilitazione personalizzato mettendo a disposizione un team di specialisti: oculista, optometrista (un ottico specializzato nella valutazione della capacità visiva), ortottista (che si occupa di riabilitazione e test strumentali) – ed eventualmente specialisti dell’orientamento e della mobilità, terapisti certificati per l’ipovisione, consulenti e assistenti sociali.1,2,4

Queste strutture sono in grado di fornire, in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale o Regionale, le indagini strumentali necessarie per valutare la vista residua. In seguito, viene attuato un percorso personalizzato attraverso opportuni esercizi e tecniche di stimolazione. Potrai ottenere anche assistenza per la scelta e l’utilizzo degli ausili per ipovisione più adatti alle tue esigenze, supporto psicologico e indicazioni su come adattare la tua casa e su dove trovare informazioni e supporto.6Ricorda di chiedere informazioni al tuo oculista circa la riabilitazione visiva, anche se dice che “non si può fare più nulla”.2

Strumenti di ausilio per ipovisione

Poiché ogni paziente vive l’ipovisione in modo differente, vi sono diversi strumenti a disposizione per poterla fronteggiare. Questi includono:

  • Lenti di ingrandimento – rese più efficienti e più comode da usare con luci incorporate, sostegni, bracci mobili che ne consentono un uso facilitato in molte situazioni quali la lettura e la scrittura, l’esecuzione di attività manuali, domestiche e di igiene personale.
  • Occhiali ipercorrettivi e filtri per evitare l’abbagliamento.
  • Occhiali aplanatici – un tipo particolare di sistemi ipercorrettivi, dove dei dispositivi ottici garantiscono che le immagini si vedano senza deformazioni.
  • Telescopi – che possono essere adattati per fornire un ingrandimento da lontano e da vicino e possono essere utilizzati sia manualmente che montati su occhiali.
  • Video ingranditori – dei dispositivi, fissi o portatili, in cui una telecamera riprende un oggetto che viene mostrato fortemente ingrandito su un monitor (principalmente usati per la lettura e la scrittura).
  • Computer con sistemi di stampa a caratteri ingranditi e con comandi vocali.
  • Orologi, calcolatrici, bilance, sveglie e altri strumenti con sistemi di interazione vocale.
  • Telefoni e cellulari con tasti a caratteri ingranditi o con sintesi vocale.
  • Dispositivi per ascoltare audiolibri o riviste.
  • Punti tattili adesivi da mettere in casa o sui dispositivi elettronici.1,2,7

Considera che gli ausili per l’ipovisione possono essere utilizzati previa valutazione del medico e del team di riabilitazione e necessitano spesso di un addestramento adeguato: è importante che collabori con il personale che ti seguirà e ti darà supporto per trovare le soluzioni più adeguate a migliorare la tua capacità visiva.2

Opportunità che arrivano dalla tecnologia

I comuni dispositivi elettronici (smartphone, computer e tablet) hanno creato delle opportunità anche per le persone con maculopatia:

  • Vi sono diverse applicazioni che, nonostante non siano state create appositamente per i pazienti maculopatici, possono tornare utili (sistemi di ingrandimento, applicazioni per leggere audiolibri o con funzioni vocali).
  • È possibile adattare l’immagine dello schermo in base alle proprie capacità visive, ingrandendo le immagini con la funzione zoom, regolando contrasto e colori nelle impostazioni e attivando eventuali funzioni di lettura automatica dei testi.
  • In caso di problemi di illuminazione e nitidezza delle immagini è possibile regolare la luminosità o attivare la funzione “filtro luce blu” affinché l’immagine abbia maggiore contrasto e nitidezza.

Per quanto riguarda la lettura e la scrittura, le funzioni di regolazione grandezza, luminosità e contrasto dei testi sono presenti nella maggior parte dei dispositivi elettronici e vi sono numerose app con queste funzioni.1

Scopri l'app

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FAQ

Il test di Amsler ha dimostrato un’ottima affidabilità nell’identificare l’insorgenza o il peggioramento di patologie che colpiscano il centro della retina, chiamato macula.

Il diabete ad esempio può indurre l’accumulo di liquido (edema), emorragie o aree di ischemia (mancanza di flusso ematico) a livello della macula. In tutti questi casi il test di Amsler risulterà positivo, fornendo al paziente un chiaro segno che lo spinga a sottoporsi a visita al più presto.

Tuttavia la retinopatia diabetica può colpire zone della retina che non vengono testate mediante la griglia di Amsler, che quindi non è in grado di identificarne alterazioni. Questi danni, anche se non coinvolgono il centro della retina, possono comunque portare a complicanze severe come il sanguinamento intraoculare (emovitreo) e perfino il distacco di retina.

È ovvio dunque che un test di Amsler negativo non è sufficiente ad assicurare l’assenza di retinopatia che va sempre verificata mediante esame del fundus oculi una volta ogni 1-2 anni.

Il test di Amsler tuttavia rappresenta un ottimo strumento per l’auto-diagnosi in quanto è gratuito, rapidissimo (meno di 1 minuto) e di semplice esecuzione. Può quindi essere effettuato, tra una visita e la successiva, mensilmente dai pazienti asintomatici oppure ogni qualvolta il paziente abbia il dubbio di essere peggiorato.

Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità 2020, un paziente diabetico dovrebbe sottoporsi a visita oculistica, o almeno alla valutazione del fundus oculi, al momento della diagnosi di diabete e successivamente almeno una volta ogni 1-2 anni anche in assenza di sintomi. Questo è sufficiente a identificare alterazioni precoci di retinopatia diabetica e instaurare eventuali trattamenti.

Al di là di questo screening periodico il paziente può percepire l’insorgenza di sintomi, la cui causa va indagata al più presto mediante visita oculistica. In caso sia coinvolta la regione centrale della retina il primo sintomo sarà il calo della vista sotto forma di opacamento della visione centrale o distorsione delle immagini. Questi sintomi sono in genere dovuti all’accumulo di liquido nella regione maculare (edema maculare diabetico) e vanno indagati al più presto per instaurare una terapia adeguata.

Altri sintomi, meno comuni ma altrettanto importanti, sono la comparsa di miodesopsie, ossia “mosche volanti” o “ragnatele” che fluttuano nel campo visivo oppure scotomi (aree scure fisse). Questo può avvenire in caso di sanguinamento nel corpo vitreo, una complicanza grave della retinopatia diabetica che può manifestarsi anche in assenza di coinvolgimento centrale. Anche in questo caso è fondamentale rivolgersi all’oculista al più presto.

In ogni caso, dato che la sintomatologia può essere asimmetrica, è bene effettuare un auto-test periodico compendosi un occhio alla volta in modo da identificare alterazioni anche unilaterali.

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa retinica di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa retinica centrale
OVR: occlusione venosa retinica
PDR o RDP: retinopatia diabetica proliferante
NPDR o RDNP: retinopatia diabetica non proliferante
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

Bibliografia

  1. Fondazione macula. Riabilitazione Visiva nella Degenerazione Maculare. http://www.fondazionemacula.it/argomenti/riabilitazione-visiva-nella-degenerazione-maculare/ (Ultimo accesso: 16/09/2020).
  2. Age-Related Macular Degeneration. What You Should Know. https://www.nei.nih.gov/sites/default/files/health-pdfs/WYSK_AMD_English_Sept2015_PRINT.pdf (Ultimo accesso: 16/09/2020).
  3. Lanzetta P, Loewenstein A, Vision Academy Steering Committee. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2017 Jul;255(7):1259-1273.
  4. Maniglia M et al. Front Syst Neurosci. 2016 Dec 27;10:107.
  5. National Eye Institute. Low vision. https://www.nei.nih.gov/learn-about-eye-health/eye-conditions-and-diseases/low-vision (Ultimo accesso: 16/09/2020).
  6. Fondazione Insieme per la Vista. La Riabilitazione Visiva. https://www.insiemeperlavista.com/riabilitazione-visiva.php (Ultimo accesso: 16/09/2020).
  7. Ausili tiflotecnici e sussidi ottici per non vedenti e ipovedenti. Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Onlus Aps – Sezione Alto Adige. https://www.unioneciechi.bz.it/217/ (Ultimo accesso: 16/09/2020).