Prof.ssa Chiara Maria Eandi

Professore Associato della Clinica Oculistica Universitaria di Torino

Formazione

  • 1991 Diploma di maturità classica
  • 1998 Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Torino
  • 1999 Vincitrice premio Grignolo S.O.N.O. 1999
  • 2002 Specializzazione in Oftalmologia
  • 2002 – 2005 Dottorato di ricerca in Scienze Cliniche presso l’Università di Torino
  • 2003 – 2005 Fellowship presso The LuEsther T. Mertz Retinal Research Center Manhattan Eye, Ear, and Throat Hospital, New York, NY
  • 2007 – 2008 Assegno di ricerca Università di Torino
  • 2008 – 2010 Dirigente medico di I livello Ospedale Oftalmico, Clinica Universitaria (Torino)
  • 2014 Visiting Professor presso l’Institut de la Vision, INSERM, Paris, Francia

Affiliazione a Società Professionali

  • Societa’ Oftalmologica Italiana
  • Societa’ Oftalmologica Nord Occidentale
  • Association for Research in Vision and Ophthalmology
  • EURETINA

Maggiori campi di ricerca

  • Degenerazione Maculare Senile
  • Retinopatia Diabetica
  • Patologie Vascolari Retiniche
  • Corioretinopatia Sierosa Centrale
  • Distrofie retiniche

Testi scritti

L’automonitoraggio a casa da parte del paziente è molto importante per una diagnosi precoce. Il test con la griglia di Amsler é sicuramente il metodo più semplice ed efficace in tal senso.

Un’alternativa può essere il controllo periodico di eventuali cambiamenti della vista quando si osserva un punto di riferimento (televisione, stipite della porta, ecc.) che tutti noi abbiamo in casa.

Esistono anche altri modi per monitorare eventuali variazioni, ma richiedono il possesso e l’utilizzo di strumenti, come ad esempio il ForeseeHome Monitoring Device.

Esistono poi diverse applicazioni per laptop o cellulare con le quali è possibile autosomministrarsi un test dell’acuità visiva e la griglia di Amsler.

Bisogna però sottolineare che l’automonitoraggio non evita i controlli periodici presso l’oculista. Infatti solo l’esame del fondo dell’occhio e la retinografia sono in grado di mettere in evidenza alterazioni precoci della retina e della macula. Inoltre per mezzo dell’OCT si riesce ad osservare un edema maculare minimo, ma comunque dannoso per la visione.

Lo screening in pazienti diabetici è fondamentale per la prevenzione di complicanze gravi che possano portare alla perdita della vista. Tutti i soggetti diabetici devono sottoporsi a controlli regolari presso un oculista per l’esame del fondo dell’occhio. I tempi di questi controlli variano molto in base al tipo di diabete e allo stadio della malattia. Le linee guida per la retinopatia diabetica della società italiana di diabetologia (2015) consigliano:

Pazienti con diabete tipo 1

  1. Alla diagnosi, per fini educativi/dimostrativi
    2. Dopo 5 anni dalla diagnosi o alla pubertà:
  • in assenza di retinopatia, almeno ogni 2 anni
  • in presenza di retinopatia non proliferante lieve ogni 12 mesi
  • in presenza di retinopatia non proliferante moderata, ogni 6-12 mesi
  • in presenza di retinopatia più avanzata, a giudizio dell’oculista

 Pazienti con diabete tipo 2

  1. Alla diagnosi, perché è già possibile riscontrare retinopatia a rischio:
  • in assenza di retinopatia, almeno ogni 2 anni
  • in presenza di retinopatia non proliferante lieve ogni 12 mesi
  • in presenza di retinopatia non proliferante moderata, ogni 6-12 mesi
  • in presenza di retinopatia più avanzata, a giudizio dell’oculista

In gravidanza

  1. In fase di programmazione, se possibile
    2. Alla conferma della gravidanza:
  • in assenza di lesioni, almeno ogni 3 mesi fino al parto
  • in presenza di retinopatia di qualsiasi gravità, a giudizio dell’oculista

E’ bene seguire lo screening o ripeterlo più frequentemente in caso di:

  1. Ricoveri ospedalieri di pazienti diabetici, per qualsiasi patologia intercorrente di interesse medico o chirurgico
  2. Insufficienza renale cronica
  3. Pazienti operati recentemente di cataratta
  4. Pazienti con diabete tipo 1 sottoposti a trapianto di pancreas isolato o combinato rene-pancreas

Attualmente, esistono dei programmi di screening che prevedono il controllo della vista e la retinografia eseguiti da un ortottista, e la visita presso l’oculista in caso di segni patologici. Nel futuro prossimo sistemi di intelligenza artificiale saranno in grado di eseguire uno screening in automatico.