Tabella dei Contenuti

L’edema maculare diabetico ha possibilità di guarigione? Qui le risposte su terapia e nuove cure

Dopo una diagnosi di edema maculare diabetico è normale chiedersi: si guarisce? È bene rispondere subito a questo legittimo quesito in modo chiaro: l’edema maculare diabetico (EMD) è una malattia cronica, curabile, ma dalla quale non si può guarire. Significa che una volta iniziato il processo degenerativo a carico della retina, non è possibile tornare indietro neppure con le efficaci terapie farmacologiche che abbiamo oggi a disposizione.1,2

L’EMD è infatti una complicanza del diabete, a sua volta patologia cronica che si può tenere sotto controllo, ma non curare fino a guarigione.3,4 I danni che l’iperglicemia non compensata provoca sui piccoli vasi sanguigni della retina restano asintomatici per molto tempo, persino anni. In questo periodo la persona diabetica continua a vedere bene, e se non si reca regolarmente dall’oculista per il controllo della vista e del fondo oculare, difficilmente può immaginare che i suoi occhi in realtà siano in pericolo.5,6

L’importanza della diagnosi precoce del diabete

Le complicanze del diabete sulla salute oculare, come la retinopatia diabetica e l’EMD, dipendono in buona parte dal ritardo diagnostico della malattia diabetica7.

Soprattutto nell’adulto, i sintomi sono più sfumati, e spesso vengono trascurati. Ciò implica che l’iperglicemia silenziosamente inizi a danneggiare gli occhi, così come altri organi del corpo8.

Che fare? In realtà, basterebbe davvero poco. Esami del sangue di routine, infatti, comportano anche il dosaggio della glicemia, che quando superiore o al limite dei livelli di guardia, può mettere il medico di medicina generale sull’avviso e spingere a controlli più accurati, come la curva da carico9 e l’emoglobina glicata10.

Se, quindi, si diagnostica il diabete fin dal suo esordio, è possibile iniziare subito la dieta ed eventualmente il trattamento farmacologico per la compensazione dell’iperglicemia11. Evitare le complicanze del diabete è pertanto possibile. La buona notizia è quindi che l’edema maculare diabetico è una patologia oculare prevenibile. Così come prevenibile è la sua conseguenza più drammatica: la perdita della vista12

 

L’EMD si previene con controlli oculari regolari

L’EMD è la forma più avanzata di retinopatia diabetica, che si verifica quando ormai i danni ai vasi sanguigni retinici hanno provocato il versamento di fluidi tra retina e macula.2 La macula è il piccolo avvallamento centrale della retina, dove si trovano i fotorecettori che raccolgono gli impulsi luminosi e li inviano al cervello affinché si “trasformino” nelle immagini che vediamo. La presenza dell’edema ostacola questo processo, e distorce, deforma e annebbia la visione.13

uando si arriva a questo stadio, la guarigione non è più ottenibile. La persona diabetica ha, però, due vie percorribili per prevenire le conseguenze più serie sulla vista della retinopatia diabetica e dell’edema maculare diabetico:

  • Lo screening per la diagnosi precoce delle retinopatie attraverso esami del fondo oculare sempre più sensibili e precisi, in particolare l’OCT e l’angio-OCT;
  • La diagnosi precoce e la gestione ottimale della malattia diabetica attraverso una adeguata compensazione dell’iperglicemia14.

Come preservare la vista in caso di EMD: le terapie

Trattare l’EMD oggi è sempre più possibile. Nuove terapie sempre meno invasive e più efficaci vengono testate e rese disponibili, e non è escluso che la farmacologia sperimenti presto cure definitive che possano bloccare e ridurre l’EMD in chi già ne soffra, e prevenirne la formazione anche in un occhio molto danneggiato dal diabete. La ricerca, infatti, è sempre al fianco del paziente diabetico. Cosa prevedono oggi le linee guida per le cure e il trattamento dell’edema maculare diabetico?

Due sono le direttrici principali:

  • Iniezioni intravitreali a base di farmaci anti-VEFG, la prima linea di intervento soprattutto quando l’edema è “confinato” alla macula e il danno è legato alla neovascolarizzazione di questa zona dell’occhio;
  • Iniezioni intravitreali a base di cortisonici, seconda linea di intervento, indicata quando l’edema coinvolge tutta la retina e non solo la macula. I cortisonici, infatti, sono ad oggi i migliori antinfiammatori che abbiamo a disposizione.14,15 

Gli outocome delle terapie

La risposta a queste cure cambia da persona a persona, ma in generale è molto buona. Il riassorbimento dell’edema, infatti, consente di riacquistare l’acuità visiva. Scopo delle terapie farmacologiche disponibili, e di quelle in via di sperimentazione o approvazione, è quello di stabilizzare la capacità visiva delle persone diabetiche con EMD allungando i tempi tra una iniezione e l’altra, e di minimizzare gli effetti collaterali.13,16

Per ottenere le cure migliori è indispensabile rivolgersi a Centri oculistici specializzati e a medici oftalmologi con cui stabilire un rapporto di fiducia. I trattamenti sono da considerarsi “a vita” perché l’EMD tende a riformarsi. 

 

Scopri l'app

Articoli correlati

Tutto quello che devi sapere sull’edema maculare diabetico

L’edema maculare diabetico può iniziare in modo quasi asintomatico, ma se non viene scoperto e curato tempestivamente può portare a una grave compromissione della vista. L’edema maculare diabetico (EMD) è.. continua

Immagine_interna_16_9__fattori_di_rischio_delle_maculopatie_illustrati_intorno_allocchio

Quali sono i fattori di rischio delle maculopatie?

La maculopatia diabetica o edema maculare diabetico è una complicazione del diabete conseguenza di danni ai piccoli vasi sanguigni della retina, in particolare nella regione della macula incaricata della visione.. continua

Audio correlati

Edema maculare diabetico: le esperienze dei pazienti
Nessun medico trovato

FAQ correlate

Lo screening della RD/EMD richiede attrezzature adeguate e personale competente, ma questo non significa che sia di pertinenza dei soli centri oculistici di eccellenza.

Lo screening della RD/EMD si fa infatti attraverso l’esame del fondo oculare da parte dell’oculista o la fotografia del fondo oculare effettuata dal diabetologo e interpretata dall’oculista. Qualora lo ritenga necessario, il medico potrà poi sottoporre il paziente ad OCT o indirizzarlo presso un centro oculistico dotato di questo macchinario sofisticato ma oggigiorno di largo utilizzo e diffusione.

L’OCT è un’indagine a supporto del clinico per agevolare la diagnosi ed eventualmente per effettuare una caratterizzazione della retinopatia diabetica, ma non è un mezzo di screening. La mia speranza, però, è che in futuro possa diventarlo, perché consente di cogliere segni preclinici della patologia in modo molto efficace.

Sempre in futuro è auspicabile che l’intelligenza artificiale applicata alla fotografia del fondo oculare e all’OCT, possa portare a diagnosi precoci anche in essenza di prossimità di un medico o di un tecnico dedicato.

Innanzitutto va detto che un paziente diabetico con recente diagnosi di RD ed EMD che si affidi alle cure oculistiche e che risulti essere compliante alle terapie ha buone probabilità di ridurre il rischio di una perdita importante dell’acuità visiva.

Ad oggi infatti il multimodal imaging ci permette di fare diagnosi precocemente di RD e di quantificare accuratamente il coinvolgimento maculare dell’edema maculare diabetico (EMD), che rappresenta la causa di riduzione della vista nei nostri pazienti.

Grandi passi avanti sono stati fatti anche nel campo dell’approccio terapeutico dell’EMD che diventa sempre più personalizzato. Infatti in presenza di EMD si programmano cicli di trattamenti con farmaci anti-VEGF (vascular endothelial growth factor), che rappresentano il gold standard avendo dimostrato un ottimo profilo di efficacia e sicurezza.

Uno svantaggio importante di questa terapia è la necessità di eseguire trattamenti ripetuti nel tempo con un numero di iniezioni pari nel primo anno ad una media di 7-8, con una progressiva riduzione del numero negli anni successivi. Per questo motivo si cerca di privilegiare l’utilizzo di regimi di trattamento fissi con intervalli individualizzati di ritrattamento (treat and extend).

Un’altra categoria di farmaci intravitreali utili nella gestione dell’EMD è rappresentata dagli steroidi a lento rilascio che, oltre ad agire sul VEGF, agiscono su citochine e chemochine (mediatori della cascata dell’infiammazione).

Un importante vantaggio di questa categoria è la più lunga durata d’azione anche se possono essere associati ad una progressione dell’opacizzazione del cristallino o in alcuni casi ad un aumento della pressione intraoculare.

Oltre alle iniezioni intravitreali ci si avvale dell’utilizzo di laser di differenti tipologie quali il laser sottosoglia micropulsato, nella gestione dei casi specifici di edema maculare.

Per quanto riguarda la forma proliferante, già da tempo è stata dimostrata l’efficacia del trattamento argon laser tradizionale per la periferia retinica che deve essere eseguito con urgenza in tutti i casi di retinopatia diabetica proliferante ad alto rischio e/o neovascolarizzazioni papillari o retiniche associate ad emorragie preretiniche o vitreali.

La panfotocoagulazione retinica è indicata anche nei pazienti che presentano una retinopatia diabetica proliferante non ad alto rischio o una retinopatia non proliferante grave se il monitoraggio è reso problematico dalla scarsa collaborazione del paziente o da difficoltà logistiche.

L’EMD interessa pazienti spesso nel pieno della loro età lavorativa ed è molto importante sensibilizzarli sulla necessità di sottoporsi a visite e terapie ripetute nel tempo: individuare e trattare la malattia in uno stadio precoce permette, infatti, di ottenere migliori risultati in termini di mantenimento della capacità visiva.

Per questo mi auguro che, in futuro, si possano effettuare in modo sistematico screening periodici di tutta la popolazione diabetica, come già avviene ad esempio nei paesi del nord Europa: l’idea è che i pazienti possano essere approcciati non solo in ambiente ospedaliero, ma anche dal medico di base o in farmacia, e lì sottoporsi a fotografie del fondo oculare che poi possano essere valutate dagli specialisti, così da cogliere le iniziali alterazioni potenzialmente dannose per la vista e cominciare subito le cure.

 Per quanto riguarda le terapie, solitamente si interviene con l’iniezione periodica di farmaci nell’occhio del paziente, e la ricerca guarda a trattamenti che abbiano una durata più lunga nel tempo rispetto a quelli attuali, così da somministrarne il minor numero possibile.

 Si lavora inoltre a terapie che abbiano come target non uno, ma più fattori responsabili di EMD, e che possano essere cucite addosso a quello specifico paziente con quello specifico tipo di EMD (medicina personalizzata).

Un ultimo, importantissimo aspetto che nel futuro sarà integrato in tutte le ricerche di nuovi farmaci, è la qualità di vita dei pazienti. Spesso noi oculisti siamo concentrati su parametri come l’aspetto morfologico o funzionale della malattia, senza considerare quanto questa possa invece influenzare diversi aspetti della vita del paziente fin dai suoi primissimi segni. Segni che magari noi non riusciamo ancora a cogliere nonostante le metodiche strumentali che abbiamo a disposizione!

Ebbene, i farmaci del futuro dovranno avere un effetto positivo sulla malattia nel suo insieme, compresa la qualità di vita del paziente.

Nessun medico trovato

ANGIO-OCT: angiografia a coerenza ottica (o angiografia ottica coerente)
AREDS e AREDS 2: age-related eye disease study
DMLE: degenerazione maculare legata all’età
EMD: edema maculare diabetico
NVC miopica: neovascolarizzazione coroideale miopica
OCT: tomografia a coerenza ottica
OVBR o BRVO: occlusione venosa di branca
OVCR o CRVO: occlusione venosa centrale retinica
OVR: occlusione venosa retinica
PRN: pro re nata (“quando serve”)
RD: retinopatia diabetica
VEGF: fattore di crescita endoteliale vascolare
T&E: treat-and-extend (tratta e allunga progressivamente il periodo libero fra i trattamenti)

1 Barth T, Helbig H. Diabetisches Makulaödem [Diabetic Macular Edema]. Klin Monbl Augenheilkd. 2021;238(9):1029–1043. doi:10.1055/a-1545-9656.
https://www.thieme-connect.com/products/ejournals/abstract/10.1055/a-1545-9656

2 Zhang G. Can healthcare professionals cure diabetic macular edema? Medical News Today.
https://www.medicalnewstoday.com/articles/can-diabetic-macular-edema-be-cured

3 Comitato Macula. Retinopatia diabetica: cos’è e come intervenire.
https://comitatomacula.it/retinopatia-diabetica-cose-e-come-intervenire/

4 Cleveland Clinic. Diabetes-Related Macular Edema.
https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/24733-diabetes-related-macular-edema

5 Bandello F, Lattanzio R, Zucchiatti I. Edema Maculare Diabetico. Fondazione Italiana Macula.
https://www.fondazionemacula.it/argomenti/edema-maculare-diabetico/

6 Macular Disease Foundation Australia. About diabetic macular oedema.
https://www.mdfoundation.com.au/about-macular-disease/diabetic-eye-disease/about-diabetic-macular-oedema/

7 Savulescu I. La diagnosi del diabete: perché spesso arriva in ritardo. Gruppo San Donato.
https://www.grupposandonato.it/news/2022/novembre/diabete-diagnosi-tardiva

8 Garg SJ, Mehta S. Retinopatia diabetica. Manuale MSD – versione per i pazienti.
https://www.msdmanuals.com/it/casa/disturbi-oculari/malattie-retiniche/retinopatia-diabetica

9 Policlinico di Sant’Orsola. Curva da carico di glucosio.
https://www.aosp.bo.it/it/content/curva-da-carico-di-glucosio

10 Ospedale Niguarda. Test dell’emoglobina glicata per il diabete.
https://www.ospedaleniguarda.it/news/leggi/test-dellemoglobina-glicata-per-il-diabete

11 Gruppo San Donato. Diabete di tipo 2: conoscerlo per prevenirlo.
https://www.grupposandonato.it/news/2025/novembre/diabete-tipo-2-come-prevenire

12 National Eye Institute (NIH). Diabetic Retinopathy.
https://www.nei.nih.gov/learn-about-eye-health/eye-conditions-and-diseases/diabetic-retinopathy

13 Bolognesi G. Maculopatia: i sintomi e come si cura. Gruppo San Donato.
https://www.grupposandonato.it/news/2023/gennaio/maculopatia-forme-sintomi-cure

14 Barzideh N. How Can I Protect My Eyes From Diabetic Macular Edema? Mount Sinai.
https://health.mountsinai.org/blog/how-can-i-protect-my-eyes-from-diabetic-macular-edema/

15 Elyasi N, Hemmati HD. Diabetic Macular Edema: Diagnosis and Management. American Academy of Ophthalmology, 2021.
https://www.aao.org/eyenet/article/diabetic-macular-edema-diagnosis-and-management

16 Mehta H et al. Outcomes of Over 40,000 Eyes Treated for Diabetic Macular Edema. Adv Ther. 2022;39:5376–5390.
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC9618488/pdf/12325_2022_Article_2326.pdf

17. Rare Disease Observatory. Diabetic Macular Edema: Which Direction to Take to Improve Treatment .
https://www.osservatoriomalattierare.it/altre-malattie-croniche/9192-edema-maculare-diabetico-quale-direzione-prendere-per-migliorare-la-cura-di-questa-malattia

18th Macula Committee. Macular edema: a serious consequence of diabetes .
https://comitatomacula.it/edema-maculare-una-grave-conseguenza-del-diabete/