Le iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF rappresentano il “gold standard” per il trattamento di numerose patologie della macula e possono essere somministrate attraverso diversi regimi di trattamento. Per ridurre la difficoltà di gestione delle maculopatie e il rischio di trattamenti “eccessivi” o non sufficienti, è fondamentale stabilire un regime terapeutico che vada in contro alle esigenze del paziente e che sia finalizzato a ridurre al minimo il rischio che la malattia peggiori o si ripresenti.1
Le maculopatie sono patologie oculari che determinano spesso diminuzione e deterioramento della vista.1 Le opzioni di trattamento attualmente disponibili sono mirate a stabilizzare o migliorare l’acuità visiva e a limitare gli effetti negativi che questa patologia porta nella vita quotidiana dei pazienti che ne sono affetti.1,2
Mentre alcuni trattamenti come la fotocoagulazione laser e la terapia fotodinamica forniscono solitamente scarsi miglioramenti visivi, comportando un ulteriore danno alla retina legato al trattamento, le iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF si sono dimostrati efficaci e con un consolidato profilo di sicurezza oculare e sistemico, diventando così il gold standard (la terapia di riferimento) per il trattamento di numerose patologie della macula.Importanti passi avanti sono stati fatti anche nei regimi di trattamento utilizzati dai medici – ossia le modalità e la frequenza con la quale tali farmaci vengono somministrati – con l’obiettivo di adeguarli il più possibile alle specifiche condizioni dei pazienti, migliorarne la qualità di vita ed ottenere risultati clinici migliori.
Le principali criticità che si incontrano nella gestione dei trattamenti per le maculopatie sono:
- Difficoltà di gestione in termini psicologici e di aderenza alla terapia da parte dei pazienti, a causa di trattamenti troppo frequenti.
Trattamenti potenzialmente non sufficienti o eccessivi, nel caso in cui gli intervalli di tempo tra i trattamenti siano troppo lunghi o troppo brevi.

Per poter evitare le criticità appena menzionate può essere utile ricorrere a un approccio personalizzato e proattivo, in cui i trattamenti sono somministrati per ridurre al minimo il rischio che la maculopatia peggiori o si ripresenti, invece di trattarla esclusivamente in base alla sua progressione.1
Regimi di trattamento
Diversi studi hanno valutato le differenze tra i tre principali regimi di trattamento con cui vengono utilizzati i farmaci anti-VEGF, in particolare nella cura della degenerazione maculare legata all’età di tipo umido.
Tipi di regime di trattamento
| FISSO Prevede una “fase di carico” iniziale (con 3 iniezioni a cadenza mensile). Successivamente, dovrai recarti dal medico ad intervalli programmati, ricevendo un’iniezione regolarmente e indipendentemente dall’acuità visiva e dallo stato anatomico della macula (cioè da come si presenta la macula da un punto di vista strutturale), di solito valutato con esame OCT (tomografia a coerenza ottica). | PRN (pro re nata) Prevede una “fase di carico” iniziale di 3 iniezioni e un monitoraggio mensile, ma il trattamento ti sarà somministrato solo in caso in cui i sintomi della maculopatia siano nuovamente presenti. Il medico, a sua discrezione, deciderà se eseguire o no l’iniezione ad ogni visita, in base all’acuità visiva e ai parametri anatomici della macula, valutati con esame OCT. | T&E (treat-and-extend) Dopo la fase di carico di 3 iniezioni, l’intervallo di tempo tra un’iniezione e quella successiva può essere esteso o ridotto a discrezione del medico, in base all’acuità visiva e allo stato anatomico della macula (valutato con esame OCT), in modo da identificare l’intervallo massimo tra le iniezioni in cui la malattia non si ripresenta. In altre parole, ogni volta che andrai dal medico per effettuare l’iniezione, in base alle condizioni visive e anatomiche della tua retina, lui deciderà quando trattare nuovamente. |

Il regime di trattamento T&E può essere visto come un approccio proattivo al trattamento, perché finalizzato a ridurre al minimo il rischio che la maculopatia peggiori o si ripresenti.1
Benefici del regime T&E
Rispetto agli altri, il regime di trattamento T&E offre i seguenti benefici:
- Approccio personalizzato che risponde alle tue necessità per ottenere risultati ottimali.1,3
- Riduzione del rischio di ricevere un trattamento non sufficiente, in quanto ha un approccio proattivo.1
- Migliori risultati in termini di efficacia e sicurezza, rispetto al regime PNR, supportati da numerosi studi scientifici.3-7
- Migliore gestione di ansia e stress, in quanto si conosce in anticipo quando sarà eseguita l’iniezione successiva.1
- Riduzione del numero di visite ambulatoriali, rispetto al regime PNR, con minor onere di gestione della terapia.1,8
- Riduzione dei tempi di attesa e possibilità di organizzare meglio gli spostamenti quando devi sottoporti a una visita.1
La scelta di un percorso terapeutico, in particolare se di lungo periodo, è basata su una decisione che riguarda sia te che il tuo medico. La definizione di un piano terapeutico “ideale” dovrebbe considerare le tue esigenze personali affinché la terapia incida il meno possibile sulla tua quotidianità, nonché su quella dei tuoi familiari e di chi si prende cura di te.


