Cosa dovrebbe sapere un paziente per la gestione ottimale della sua maculopatia diabetica? Lo scopriamo insieme al Dr. Luca Menabuoni, oftalmologo di Firenze e Past President di A.I.M.O.

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La maculopatia diabetica o edema maculare diabetico è una complicazione del diabete e deriva da danni ai piccoli vasi sanguigni della retina, in particolare nella regione della macula incaricata della visione centrale. Dalla maculopatia diabetica non si guarisce, e anche per questo ricevere una diagnosi simile può essere difficile da affrontare emotivamente. Quello che bisogna sapere, però, è che moltissime persone che soffrono questa patologia riescono comunque a condurre una vita piena grazie a controlli regolari, stile di vita adeguato e trattamenti mirati come le iniezioni intravitreali che possono essere utilizzate per ridurre il gonfiore nella regione maculare e migliorare o stabilizzare la vista.

 

Cosa dovrebbe sapere un diabetico per la gestione ottimale della patologia? Lo scopriamo grazie alla collaborazione del Dr. Luca Menabuoni, oftalmologo della Casa di Cura Villa Donatello di Firenze, Past President dell’Associazione Italiana Medici Oculisti A.I.M.O. e attualmente Referente per il rapporto con le Istituzioni della stessa Associazione scientifica.

Prevenzione o rallentamento della maculopatia diabetica: basta tenere sotto controllo la glicemia?

Purtroppo, la risposta è: non sempre. Anche se un buon controllo della glicemia può ridurre significativamente il rischio di sviluppare complicanze oculari associate al diabete come la retinopatia o l’edema maculare diabetico, non elimina del tutto il rischio. Quindi è importante per i pazienti con diabete sottoporsi regolarmente a visite oculistiche oltre a mantenere la glicemia entro certi limiti.

In caso di diabete tenere sotto controllo la glicemia è cruciale, ma a volte potrebbe non bastare.

Maculopatia diabetica: cosa significa che è una malattia cronica?

La maculopatia diabetica è una malattia cronica della vista, il che significa che si tratta di una condizione a lungo termine che implica alcuni aspetti importanti:

  • Progressione nel tempo: la maculopatia diabetica non si sviluppa all’improvviso, piuttosto tende ad evolvere gradualmente con il passare degli anni;
  • Gestione continua: non esiste al momento una cura definitiva. I trattamenti sono focalizzati sulla gestione dei sintomi e sul rallentamento della progressione della malattia;
  • Monitoraggio regolare: chi soffre di questa condizione è chiamato a controlli oculistici frequenti per monitorare l’evoluzione della malattia e adeguare il trattamento quando necessario;
  • Importanza del controllo metabolico: mantenere un buon controllo dei livelli di zuccheri nel sangue, pressione arteriosa e lipidi può essere cruciale nell’influenzare positivamente la progressione della malattia.

La definizione di “cronico” riflette l’esigenza per il paziente di impegnarsi in un processo continuo d’attenzione alla propria salute visiva insieme al suo team medico.

L’importanza dell’aiuto dei familiari

I familiari svolgono un ruolo cruciale per varie ragioni:

  • Supporto emotivo: possono aiutare la persona malata a gestire ansia e preoccupazioni;
  • Assistenza pratica: man mano che la vista peggiora, possono assistere il paziente nelle attività quotidiane;
  • Promozione della salute: possono incoraggiare uno stile di vita sano attraverso una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e ricordando i controlli medici necessari;
  • Supporto nei trattamenti medici: possono ricordare le scadenze delle visite oculistiche, accompagnare il loro caro e assicurarsi che vengano seguite le prescrizioni dello specialista. Inoltre, se necessario, possono parlare a nome del paziente, fare domande al medico o cercare risorse utili.

L’impegno dei familiari non riguarda soltanto le cure ma anche il supporto morale, emotivo ed educativo nei confronti della patologia.

Cos’è il consenso informato?

Il consenso informato è un processo attraverso il quale il paziente (o un suo familiare o rappresentante legale) riceve informazioni complete riguardanti i potenziali interventi terapeutici, incluse le procedure diagnostiche, le opzioni di trattamento disponibili e gli eventuali rischi e benefici associati. Una volta offerte tutte informazioni ed essersi assicurato che siano state comprese, l’oculista chiede la firma del documento come conferma di avvenuto consenso e lo firma a sua volta.

Il consenso informato è un aspetto determinante della pratica clinica per motivi che toccano sia l’etica che la legalità del trattamento medico.

Da cosa dipende il successo terapeutico?

Il successo terapeutico nella maculopatia diabetica dipende da diversi fattori: sicuramente contano la diagnosi precoce e un costante monitoraggio della malattia attraverso visite regolari dall’oftalmologo che possano permettere, se necessario, un adeguamento tempestivo dei trattamenti. Ma è importante che anche il paziente ci metta del suo, adottando uno stile di vita adeguato che possa garantire un ottimale controllo glicemico e metabolico.

La costanza nel trattamento e uno stile di vita sano possono realmente influenzare il decorso della maculopatia diabetica.